io non sono un'attivista politica. la mia militanza si ferma alla partecipazione alle manifestazioni e ai cortei, niente di più. e non sono nemmeno una
frequentatrice di centri sociali, ché i centri sociali li frequento solo per i concerti. (e tutto ciò lo scrivo con rammarico)
però frequento il mio liceo da più di quattro anni, e vedere ragazzini/e ostentare sui loro zaini celtiche, svastiche e citazioni di un certo personaggio mi provoca rabbia. tanta rabbia.
poi un giorno vengo a sapere che un ragazzo dell'Acrobax è stato ucciso a coltellate sulla spiaggia di Focene. io questo ragazzo non lo conosco, e all'Acrobax ci sono andata una volta sola due anni fa, per un collettivo. mi dispiace, certo, ma la cosa la sento
lontana.
e poi
leggo che chi l'ha ucciso è un mio coetaneo. e che sul braccio di questo mio coetaneo c'è una celtica e c'è scritto
forza e onore. e che questo mio coetaneo con la celtica sul braccio gira, appunto, con un coltello in tasca di sera vicino alle dancehall, probabilmente fatto, e fa lo stronzo con le
zecche, e dice loro di andarsene che la festa è finita, e poi scende dalla macchina e li prende a coltellate.
e sento tutto incredibilmente più
vicino.
perché io di stronzi del genere ne vedo ogni giorno intorno a me, orgogliosi del loro essere fascisti e intolleranti verso gente tutto sommato tranquilla come anche me, le
zecche. e li vedo ogni giorno e li guardo male e li compiango, e quando gli dico che quei segni politici che ostentano non danno all'esterno un'immagine positiva non hanno parole per ribattere e abbassano il capo, perché in fondo quegli stronzi lì una coscienza politica non ce l'hanno.
e anche se a Renato io non lo conoscevo, e l'Acrobax l'ho visto una volta sola, adesso è come se avessero ucciso il mio vicino di casa.
e questa situazione è diventata, anzi è sempre stata,
intollerabile.