cenare vegano.
dormire male e svegliarsi all'alba.
dilapidare tutta una mattinata a disegnare con la musica a palla.
fare la single per due giorni vuol dire anche questo.
e se la fortuna sta nel poter usufruire in libertà di 106 mq, la sfiga sta nell'essere imprigionata in solitudine in casa, visto che il destino mi è, come al solito, avverso.
e mentre Goran Bregovic impreziosisce il mio disegno di tratti tzigani, fugge questo reo tempo, e le compte à rebours verso il fatidico 11 settembre è agli sgoccioli.
dire che non mi va di ricominciare è scontato, vero? le premesse dell'anno zeroseizzerosette non sono delle migliori. e dal punto di vista prettamente scolastico, e da quello sociale.
quel bordel. quante più fughe, verso toscana, liguria e germania riuscirò a ritagliare in questo frenetico anno che si prospetta, tanto più mi sentirò in fondo in fondo libera, anche se ormai maggiorenne (manca ormai poco alla tragica data. e io che sono ancora convinta che sarò minorenne a vita), e perseguibile dalla legge.
comme les journées sont longues, dice un certo gruppo francese. ma chi l'ha scritto s'è proprio sbagliato.
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