si sa che a me non piacciono le isole.
si sa?
vabbè, le isole non mi piacciono. mi fanno sentire in gabbia. un'isola ti costringe, non puoi muoverti perché tra te e la terraferma ci sono millemila chilometri di mare, e devi prendere il traghetto, e il treno, e bla bla bla.
e non gradisco nemmeno le vacanze da sola coi miei genitori da qualche anno a questa parte.
detto ciò, come vi immaginate siano state le mie ultime due settimane in compagnia dei miei genitori all'isola d'elba?
dai, alla fine nemmeno troppo tragiche.
la mia vacanza è cominciata con guccini nelle orecchie su un affollato treno regionale. di fronte a me una signora sorridente, sopra a me la mia valigia e il mio computer (che ha scatenato la paranoica paura che mi venisse arubbato senza troppi complimenti), a qualche metro da me tre logorroici che hanno disturbato gran parte del mio viaggio parlando (urlando!) di nonricordocosa, massicuramentecazzate.
i giorni seguenti sono passati prevalentemente nell'abulia generale. mare, sole, letto, la coscienza di zeno, cocomero, gelato. e due disegni, che non annovero nella top ten delle mie opere d'arte.
eppoi appunti disconnessi sul mio quadernino nero, che raccoglierà anche i pensieri deviati del mio ormai imminente viaggio a parigi. solo quattro giorni e starò sull'aereo.
comunque in fin dei conti l'elba non è da buttare, eccezion fatta per quel buco dove ho alloggiato io (e ti pare), località cavo di rio marina. capoliveri è bellissima, porto azzurro è una portofino in miniatura. peccato per le strade, tutte curve e tornanti. che io detesto.
eppoi, a dirla tutta, mi sono anche abbronzata.
e cosa vuoi di più dalla vita?